Il Dipartimento Lavoro di 02PD si presenta

Scritto da Francesco Caroli

“Siamo quel che facciamo”, dice Leonardo Sciascia.

Nei prossimi mesi parleremo insieme di lavoro.

Ma non parleremo mai di lavoratori.

Parleremo piuttosto di Persone. Persone che svolgono delle attività che consentono loro di dare dignità alla propria vita e lo faremo raccontando non solo tutto ciò che ruota intorno all’universo del lavoro, ma anche, e soprattutto, quello che il lavoro rappresenta.

Allo 02, quindi, condivideremo ed elaboreremo soprattutto le storie.

Perché in nessun’altra parte della società più che nel lavoro, ognuno di noi ha l’opportunità di esprimere se stesso, affermare la propria identità e costruire quei legami vitali che sono beni necessari alla vita e che concorrono in misura uguale a quella parte necessaria, cioè quella economica, che permette invece il soddisfacimento dei bisogni materiali.

La mancanza di lavoro, infatti, non solo non permette di portare il pane a casa, ma neanche di sentirsi degni e capaci di guadagnarsi la vita stessa. In questi termini, dunque, dobbiamo essere fermamente convinti che chi inneggia al reddito di cittadinanza, oltre a calpestare il valore del lavoro, sfugge alle sfide e scappa dal futuro, lo stesso futuro che per noi riformisti invece rappresenta la nostra casa. Noi , quelle sfide le abbiamo affrontate alla nostra maniera, cioè in modo concreto, e ci impegneremo perché diventino una leva.

Il Jobs act è una manovra complessa, ragionata, ma che è stata fatta passare per impopolare. Credo che, nel momento in cui una riforma crea posti lavoro, allora quella riforma è un’onda da cavalcare, perché capace di portare a quello che non è soltanto un risultato economico, ma è una base per la riedificazione della società.

Dalla mia, però, devo ammettere che non posso promettervi che torneremo tutte le sere a casa felici, ricompensati dalle storie di chi, educato al realismo, cioè alla fatica e ai tempi lunghi, attraverso l’impresa, ha trasformato la speranza e la tenacia in realtà. Capiterà di doversi portare a casa la rabbia di chi sente di non essere valorizzato, l’ansia di chi è convinto di poter dare di più ma non ha gli strumenti per esprimersi e l’angoscia di chi è convinto che, da un giorno all’altro, perderà la propria occupazione.

Se chi oggi ci attacca, in passato avesse fatto di più, forse oggi la montagna da scalare sarebbe meno alta.

Con la ferma convinzione che una formula assoluta, meno che di derivazione politica , non esista, credo che vestendo per ogni incontro “panni diversi”, riusciremo insieme a raggiungere un nuovo orizzonte, step by step, riusciremo a renderlo raggiungibile, pensando agli interventi che con nuovi impulsi riformativi si debbano attuare.

Analizzeremo con lealtà e con franchezza il Presente. Per la prima volta dal dopoguerra, moltissimi giovani sono più poveri della generazione che li ha preceduti: convivono col dramma insostituibile (?) della precarietà, con forme contrattuali che prestano il fianco al precariato, fonte di angoscia nella vita delle persone.

Guarderemo con il giusto riconoscimento chi in questo Paese, nonostante tutto, il lavoro lo crea: i professionisti, gli artigiani, gli artisti, l’esercito delle partite IVA, vero motore economico e sociale del sistema Italia, alle cui esigenze questo partito deve finalmente porre attenzione, il difficile equilibrio tra imprenditori, dipendenti e lavoratori autonomi, i salari, la localizzazione dell’offerta lavorativa, la fiscalità, il sommerso, il ritardo nell’occupazione di giovani e donne. Inizieremo a discutere con decisione non più solo di produzione, ma soprattutto di distribuzione.

Ma trattandosi dello 02PD, il più grande circolo di Milano, e per rispetto della nostra natura, immagineremo il futuro lanciando idee e facendo in modo che queste possano diventare proposte e progetti concreti di cui il nostro partito deve farsi portavoce.

Proposte che abbiano la consapevolezza della propria fattibilità, perché siamo gente che vuol vedere i frutti del “proprio lavoro”. Perché fermarsi a parlare e discutere, per quanto siano un magnifico esercizio, ci condanna allo stare fermi e, in un momento storico in cui tutto il mondo occidentale corre, star fermi equivale a restare indietro.

Per questo ci chiederemo con sincero realismo e obiettività, quali priorità questo partito vuole porsi, quali settori hanno reali e attuali possibilità di aumentare l’offerta di lavoro, coniugando una valorizzazione delle risorse dell’intero sistema paese.

Sarà fondamentale per noi relazionarci con tutti gli altri dipartimenti e le associazioni, perché il lavoro nelle sue varie forme è parte fondamentale della vita delle persone.

Spero nell’aiuto di tutti quanti vorranno condividere questo percorso.

 

“Ad Auschwitz ho notato spesso un fenomeno curioso: il bisogno del “lavoro ben fatto” è talmente radicato da spingere a far bene anche il lavoro schiavistico. Il muratore italiano che mi ha salvato la vita detestava i nazisti, il loro cibo, la loro lingua, la loro guerra; ma quando lo mettevano a tirar su muri, li faceva dritti e solidi, non per obbedienza ma per dignità professionale” . dice Primo Levi.

Il lavoro rappresenta il formidabile modo per dare dignità a se stessi.

Francesco Caroli,

militante da anni, riformista da sempre.

 

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