La legislatura dei diritti

Scritto da Gaia Tartaglia

Le soddisfazioni più grandi sono le parole che arrivano da chi si dichiara non esattamente un elettore del Partito Democratico. Questo mi è successo l’altro giorno appena dopo l’approvazione della legge sul Biotestamento e le parole esatte sono state: “questa legislatura in 5 anni ha fatto quello che non si era visto in 20”.

Allora ho iniziato a riflettere, sul combattuto e tortuoso percorso che ha visto l’approvazione di leggi importanti, su quella che possiamo senza alcun dubbio definire la legislazione dei diritti.

Poco meno di due anni fa eravamo in piazza Scala per la mobilitazione #svegliaitalia e qualche mese dopo siamo stati testimoni dello storico voto alla Camera che ha visto l’approvazione, non senza compromessi, delle Unioni Civili. Voto dal quale ricordiamo bene tutti, il Movimento 5 Stelle si è astenuto. E così ad agosto 2016, dopo la lettura delle disposizioni della Legge del 2016 – Legge Cirinnà, sui diritti e sui doveri, qui a Milano il nostro sindaco ha celebrato la prima unione civile tra Cristina ed Elena. Mi riempie di gioia poter pensare di assistere alla realizzazione dello stesso sogno per molte persone a cui voglio bene.

Non tutte le leggi hanno la stessa rilevanza mediatica, ci sono diritti che diventano una conquista enorme per alcuni e sono indifferenti per altri, questo è l’esempio della legge sull’autismo o la legge “Dopo di noi”, perché è difficile comprendere la preoccupazione di un genitore che potrebbe trovarsi a lasciare un figlio con disabilità. Qui penso a Maria, la mamma di Antonio, una donna di oltre 70 anni che ha dedicato la vita a prendersi cura del proprio figlio, credo che ora vada a dormire più tranquilla la sera grazie a questa legge.

Nel 2013 è stata finalmente introdotta la legge contro il femmicidio, le nuove norme si basano soprattutto sull’inasprimento delle pene e delle misure cautelari. È stato introdotto l’arresto in flagranza obbligatorio per i reati di maltrattamenti in famiglia e stalking. E nonostante questo i dati sono alti, leggere i numeri gela il sangue.

È stato fatto tanto ma non bisogna fermarsi, il Biotestamento è un grande traguardo ma se Eluana disporrebbe di uno strumento per porre fine alla sua prigionia, Fabo dovrebbe comunque recarsi in Svizzera.

Con questo e altri tasselli vogliamo avere l’ambizione di continuare su questa strada, che lo Ius Soli veda la luce e che finalmente si possa parlare di matrimonio egualitario, solo così potremmo ritenerci completamente un Paese civile.

 

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