Diritti in cammino: la nuova pagina del biotestamento

Scritto da Angelo Serìo

Le lacrime di Emma Bonino e di Mina Welby, possono essere considerate il simbolo di questa lotta di liberazione. Liberazione per aver vinto una battaglia durata – come tutte le battaglie – anche troppo; liberazione per aver ottenuto la libertà – paradossalmente – di poter disporre a pieno titolo del proprio diritto a scegliere.

Un alternarsi di emozioni: la rabbia e la frustrazione per non aver agito prima, la felicità per esserci comunque riusciti, la soddisfazione per averci creduto. Come dice la stessa leader radicale, “quando si riesce a far sì che le istituzioni finalmente ci ascoltino anche se ci si mette anni, decenni, sono emozioni importanti”.

E si da il caso che oggi, e mi auguro anche domani, queste istituzioni e queste emozioni siano rappresentate e veicolate da un governo a guida Partito Democratico e dalla necessità “di andare avanti” ribadita ad alta voce dal nostro segretario, Matteo Renzi.

Fronte ampio – sicuramente-, sostenitori da ogni parte – per fortuna! -, ma senza una precisa volontà pratica di tipo politico le buone intenzioni probabilmente non sarebbero bastate. Come non sono bastate negli anni passati e con altri governi dalle belle speranze.

Questo traguardo dimostra “quanto si può fare quando le persone di volontà si prendono per mano con il resto della società”, urla la nostra Monica Cirinnà.

E infatti serviva volontà ma serviva anche polso, serviva coraggio, serviva azione per suggellare un quadro fatto di diritti: unioni civili, legge sul caporalato, legge contro il femminicidio, legge sull’autismo, legge sul dopo di noi, divorzio breve. E, dal 14 dicembre 2017, anche il biotestamento, a tutela del sacrosanto “diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione di ogni persona” (art. 1).

A 10 anni di distanza dalla morte di Piergiorgio Welby, a 8 anni dalla scomparsa di Eluana Englaro, dal 14 dicembre, per ogni persona, si è stabilito il diritto alla libera scelta. Dal 14 dicembre 2017 nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito senza il consenso libero e informato della persona interessata. Dal 14 dicembre 2017 qualsiasi maggiorenne ha la possibilità di rinunciare alle terapie di nutrizione e idratazione artificiale grazie alle cosiddette “disposizioni anticipate di trattamento” (DAT).

Il Dipartimento Diritti di 02PD esprime, perciò, il suo più pieno sostegno a questa legge e a questa fase storica fatta di riforme e di progresso nella cosciente consapevolezza che rimane tanto da fare nel perimetro dei temi considerati “etici”. Ma l’etica, e lo dico nel più pieno rispetto della libertà di credere e di pensare di ognuno, non può essere usata come una scusa per continuare a parlarne e a rimandare sempre.

Chiudo con con un’affermazione di Emma Bonino, maestra della battaglia della perseveranza: “Credo che è questo che non dobbiamo dismettere, mai dare per scontato che non si può fare niente. Mai dare per scontato che le istituzioni comunque non contano. Mai dare per scontato che i diritti arrivano da sé. Proprio perché è un piccolo passo avanti da questo dobbiamo trovare la forza di andare avanti nei passi che ancora restano”.

 

 

 

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