Sul Fascismo niente Fake News

Scritto da Francesco Ascioti

Nell’epoca delle fake news e – come diceva un guru informatico ritrovatosi leader politico – delle “bugie dette 100 volte che diventano verità”, corriamo un rischio su tutti: dopo avere mistificato l’attualità trasformando il falso in vero (e viceversa), ora potremmo ritrovarci nell’era del revisionismo storico “fai-da-te” in grado di costruire non fake news ma “fake facts”, tanto per capirci.

Sta tornando pericolosamente di moda il fascismo e – fatalmente – il nazismo.
Il mito dei treni, delle bonifiche, della sicurezza, della lotta alla mafia, degli immigrati a casa loro come soluzioni per il benessere sociale in senso assoluto che- queste vecchie ricette – hanno saputo e risaprebbero realizzare.
Facciamo un bagno di realtà: alla fine delle esperienze fascista in Italia e nazista in Germania non c’era l’Iperuranio o il paradiso terrestre, non c’erano società magicamente felici e un mondo più giusto.
I Paesi che avevano sperimentato quelle ideologie al governo erano distrutti, devastati, scomparsi. L’Italia era demolita, alla fame, analfabeta, distrutta, reduce da una guerra atroce e distruttiva oltre che disastrosa e aveva perduto centinaia di migliaia di propri concittadini con le armi imbracciate.
Cosa dire poi della sicurezza? Il mito della sicurezza altro non fu che la fine della libertà, quella libertà che ogni giorno è la base e il fondamento della nostra quotidianità. Noi siamo la nostra libertà e la nostra libertà vale la nostra vita.
Uno Stato che toglie la libertà di parlare e di pensare, di riunirsi e di scrivere, di esprimere le proprie idee, di amare, di lavorare, di partecipare alla vita pubblica, persino di camminare per la strada oltre una certa ora: ma mi dite che razza di Stato è?
Come si colloca la sicurezza nazionale con il fondare il proprio governo sull’omicidio di uno dei leader più in vista dell’opposizione, quel Giacomo Matteotti, che ancora piangiamo?
Cosa dire poi del millantato “prestigio internazionale”? Ma davvero uccidere migliaia di inermi etiopi con il gas (con il gas!!) rendendoli schiavi rappresenta la pietra miliare di un glorioso Impero? (Ma tanto erano di colore no? …chissene…)
O vaneggiare circa l’esistenza di una razza superiore a un’altra adottando nella nostra legislazione delle leggi denominate “razziali”?
Ma ci rendiamo conto di quello di cui stiamo parlando?
Provare a raccontare a noi che non lo abbiamo vissuto che quello fascista sia stato un grande periodo per l’Italia è la più devastante delle bufale e delle castronerie mondiali che possiamo raccontarci.
Non possiamo rimpiangere la fame e la privazione, la devastazione e la morte.
Non possiamo rimpiangere quella corruzione e quella illegalità dilagante ma solo celata dal fatto che non esisteva la giustizia perché questa era soppiantata da azioni di lotta politica perorate nei Tribunali prima di passare alle armi.
E vogliamo parlare di consenso? Sarebbe bene rileggere i dati del voto politico pre – incarico di Mussolini. Quelle elezioni le vinsero i Socialisti e Mussolini arrivò in Parlamento dentro una coalizione di centro-destra con i liberali e quella coalizione arrivò terza… di quale consenso, quindi, parliamo?
Tutto è migliorabile. Me ne rendo conto.
Siamo testimoni di una società ingiusta e diseguale e certamente insicura (non sul piano militare, ma su quello sociale, delle sicurezze e degli equilibri tradizionali quali il lavoro).
Ma certo siamo donne e uomini liberi e con in mano la possibilità di decidere liberamente del proprio avvenire e del proprio futuro. E liberi di pensare e di parlare e di agire tutelati da una Costituzione che non è il vezzo di un criminale e nemmeno la concessione di un Re ma è la Carta fondante di una comunità libera.
Non è in corso un derby fra fascisti e partigiani: la storia ha parlato. Punto. Il fascismo non è legale in questo Paese. Punto.
I Partiti provino a confrontarsi sulle idee e sui programmi.
Ma quelli che si mettono addosso le svastiche e le croci celtiche non sono Partiti in competizione: sono persone che commettono reati e in più mistificano la realtà.
Ma hanno un pregio evidente che va sottolineato: ci ricordano l’unica cosa che sanno fare i populisti di ogni specie: rimpiangono il passato (anche quello di morte) perché non hanno soluzioni per il futuro, perché non hanno idee.
Se il Duce è la vostra soluzione allora andate a studiare la storia ma cortesemente – se intanto avete delinquito – fatelo dalla Patria Galera di competenza territoriale appositamente indicata dai Codici.
Perché a prescindere dalla tattica elettorale, dalla coalizione, dal proporzionale, nulla potrà distogliere chi come me vive per la libertà, contro ogni forma di regime politico e non, per il rispetto fra le persone in quanto esseri umani a prescindere dal passaporto di cui sono dotate dal proprio anagrafe in ogni parte del mondo.
E chi come me ama questa Costituzione che sa di libertà e gronda del sangue di chi sapeva cosa diavolo era il fascismo.
Riguardate, o populisti, i video dell’agitatore al balcone che inneggiava alla guerra che stava per distruggere l’Europa.
Ripensate a chi era in galera con la colpa grave di avere un cervello, Gramsci e Spinelli su tutti… ma tanto eravamo sicuri … certo… eravamo sicuri delle ingiustizie, delle cattiverie, delle mancate opportunità, dei corrotti al potere che lo Stato offriva e di cui il caro Ventennio è stato foriero.
E sui treni nemmeno mi esprimo. E non dovreste esprimervi nemmeno voi. Ma anzi un brivido dovrebbe farvi trasalire. Di vergogna. Gli unici treni che mi vengono in mente, infatti, sono quelli con destinazione la stazione di Auschwitz con 6 milioni di innocenti persone, di mamme, di bambini, di anziani, di generazioni senza più futuro ne’possibilità di sognare, perché la razza, quella di quei vigliacchi, quella di quei criminali al potere aveva deciso di non consentirglielo più. Nella loro società più giusta e migliore non erano abbastanza biondi e con gli occhi blu o non erano nati nella città giusta.

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