Gori: leadership e coraggio

Come spero molti del nostro circolo e non solo, ho avuto modo di partecipare all’evento di martedì 26/09 scorso organizzato dal nostro 02PD con protagonisti Pietro Bussolati e Giorgio Gori.

Innanzitutto ringrazio il Segretario Francesco Ascioti e tutta l’organizzazione del Circolo per la bella occasione d’incontro che ci hanno regalato.

Riguardo a Pietro, lo conosciamo bene: è bravo, capace e anche questa volta è riuscito in poco tempo ad esprimere con chiarezza un pensiero ed una prospettiva precisi per la nostra Regione.

Riguardo Gori, sono rimasto molto colpito dal suo discorso: ascoltandolo infatti si nota subito che è una persona estremamente preparata, che prende a cuore le sfide che intraprende in tutti i suoi aspetti, approfondendone adeguatamente i temi e riconoscendo i meriti dell’avversario.

Nel suo discorso però due tratti sono emersi con maggior forza: la leadership e il coraggio.

Leadership, perché riconosce all’amministrazione regionale un ruolo chiave nella crescita economica e sociale della regione.

Se la sola iniziativa privata non è in grado di facilitare l’assunzione di forza lavoro tramite i centri d’impiego, non è giusto che la Regione intervenga direttamente per migliorare il processo di impiego? Sì, è giusto!

Se il sostegno offerto dallo stato centrale non è sufficiente a sostenere tutta la popolazione lombarda povera o a rischio povertà, non è giusto che la regione intervenga direttamente a supporto di queste persone? Sì, è giusto!

Leadership, perché, come già avvenuto a Milano, vuole portare la nostra Regione a confrontarsi con i grandi d’Europa – le aree di Parigi, Londra e la Baviera: è facile vantarsi di essere virtuosi quando si compete solo con compagni più affannati di noi; è invece stimolante porsi “in competizione” con quelli più bravi.

Coraggio, perché propone, senza timore, grandi sfide.

Può una regione abbattere in maniera incisiva i propri livelli di smog cronicamente elevati? Sì, lavorando insieme alle altre regioni e applicando politiche di più ampia portata di quanto possano esserlo alcune domeniche a piedi.

Può una regione migliorare le condizioni di vita di centinaia di migliaia di persone soggette a malattie croniche aventi magari anche situazioni economiche difficili? Sì, avvicinando e facilitando l’accesso ad un sistema sanitario pubblico efficiente ed efficace.

 

Qual è il compito di una grande regione? Portare la sua popolazione e il suo paese in vetta come prosperità e qualità della vita, affrontando senza timore le grandi sfide che questo comporta.

Grazie Gori per avercelo ricordato, noi siamo con te.

Massimo Griffini

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